Il Ministero dell’Agricoltura ha stanziato 789 milioni di euro per il Bando Parco Agrisolare 2026, finanziato dal PNRR, con l’obiettivo di sostenere le aziende agricole e agroindustriali italiane nella produzione di energia elettrica rinnovabile. Con questa misura, le imprese potranno installare pannelli fotovoltaici sui tetti di stalle, magazzini e capannoni puntando a una potenza elettrica complessiva di 1,38 GW entro il 2026.
Per il settore primario, secondo i dati CREA, l’energia elettrica incide fino al 20% dei costi variabili. Ridurre questa voce significa blindare i margini di profitto: ZGS Solutions spiega le specifiche del bando Parco Agrisolare 2026, i requisiti, gli incentivi e come e chi puòpartecipare.
Come sono ripartiti i fondi del Parco Agrisolare 2026?
Le risorse economiche del Parco Agrisolare 2026 sono ripartite strategicamente per sostenere diverse aree del settore agroalimentare:
- Produzione Agricola Primaria: 613 milioni di euro totali (di cui 473 milioni vincolati a specifici requisiti tecnici);
- Trasformazione Agroindustriale: 150 milioni di euro per prodotti agricoli e 10 per trasformazioni in prodotti non agricoli;
- Riserva Sud: il 40% delle risorse è riservato a progetti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Chi può richiedere il contributo? Quali sono i requisiti fiscali e le priorità?
Il bando Parco Agrisolare 2026 è aperto a una vasta platea di beneficiari, con l’obiettivo di coinvolgere l’intera filiera produttiva. Possono pertanto richiederlo:
- imprenditori agricoli (individuali o società);
- imprese agroindustriali attive nella trasformazione di prodotti agricoli (es. caseifici, cantine, oleifici);
- cooperative agricole e loro consorzi;
- soggetti aggregati come Associazioni Temporanee di Imprese (A.T.I.), reti d’impresa e le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
Gli edifici sui quali posare l’impianto agrisolare devono essere strumentali all’attività agricola (catastati D/10 o con annotazione di ruralità). In assenza di questi, è necessaria una relazione tecnica asseverata.
La graduatoria favorirà progetti che non hanno beneficiato di fondi per un impianto agrisolare e le aziende iscritte alla “Rete del lavoro agricolo di qualità“.
L’incentivo: fino all’80% a fondo perduto
L’incentivo premia chi investe per abbattere i propri costi fissi legati all’utilizzo di energia elettrica. Il contributo è erogato come fondo perduto:
- fino all’80% per impianti in autoconsumo, dimensionati sui consumi elettrici aziendali;
- fino al 50% per impianti destinati alla vendita di energia elettrica, senza vincolo di autoconsumo (purché collegati a un POD esistente).
Interventi ammessi e massimali di spesa previsti
Oltre all’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti, ZGS Solutions sottolinea che il bando finanzia la modernizzazione strutturale delle coperture con massimali specifici:
| Impianto Fotovoltaico | Fino a 1.500 €/kWp |
| Sistemi di accumulo | fino a 1.000 €/kWh (max 100.000 €)* |
| Colonnine di ricarica elettrica | fino a 30.000 €* |
*Tali massimali potrebbero essere soggetti a delle variazioni
Oltre il fotovoltaico: rifacimento tetti e rimozione amianto
Il bando incentiva anche la modernizzazione strutturale. Se abbinati all’installazione dei pannelli fotovoltaici, è possibile ottenere contributi fino a 700 €/kWp per:
- rimozione e smaltimento dell’amianto/ eternit (obbligatorio per accedere ai fondi strutturali);
- realizzazione dell’isolamento termico dei tetti;
- realizzazione di sistemi di aerazione (intercapedini d’aria) per migliorare il benessere animale e la conservazione dei prodotti.
Il Bando Parco Agrisolare 2026 incide sui costi aziendali per i prossimi decenni. Tuttavia, l’accesso ai contributi dipende da progetti correttamente dimensionati, documentazione tecnica impeccabile e una lettura attenta delle priorità di graduatoria.
ZGS Solutions affianca aziende agricole e agroindustriali per trasformare il fotovoltaico in un vero strumento di competitività. In un bando dove i fondi sono limitati ma le richieste elevate, la differenza la fa la qualità del progetto.
E progettare bene oggi significa pagare meno energia elettrica domani.
FAQ sul Bando Parco Agrisolare
Posso installare i pannelli fotovoltaici a terra?
No, il bando Parco Agrisolare 2026 finanzia esclusivamente installazioni su tetti di fabbricati, stalle o serre. L’obiettivo della misura è infatti produrre energia elettrica pulita senza sottrarre terreno alla produzione agricola.
Cosa si intende per “autoconsumo” nel bando?
Si riferisce all’energia elettrica prodotta e utilizzata per coprire i consumi elettrici e termici dell’azienda. Per questa configurazione il fondo perduto è massimo (80%). L’eventuale eccedenza può essere immessa in rete, ma il progetto deve essere dimensionato sul fabbisogno aziendale.
Posso finanziare solo la rimozione dell’amianto?
No, lo smaltimento dell’amianto è considerato un “intervento complementare”. Deve essere obbligatoriamente abbinato all’installazione di un impianto fotovoltaico per essere ammesso al finanziamento.
Devo essere per forza il proprietario dell’edificio su cui voglio effettuare i lavori?
No, è sufficiente avere un titolo di possesso qualificato (come un contratto di affitto, locazione o leasing finanziario), purché sia garantita la disponibilità dell’immobile per almeno 5 anni dalla data di concessione del contributo.
Cosa succede se l’edificio non è accatastato D/10?
È possibile partecipare comunque, ma sarà necessaria una relazione tecnica descrittiva che attesti la strumentalità effettiva dell’edificio all’attività agricola o agroindustriale svolta dal Soggetto Beneficiario.